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Il controllo delle emissioni

Il controllo delle emissioni

Clima globale bene comune dell’umanità

Adottare modelli di consumo dell’energia più efficienti e passare a fonti energetiche a minor contenuto di carbonio è un obiettivo importante della strategia energetica nazionale e rientra tra gli impegni presi dall’Unione Europea a livello internazionale per ridimensionare il cambiamento climatico globale.

A partire dagli anni ’80, infatti, il clima della terra è stato definito in sede ONU “bene comune dell’umanità” da preservare attraverso il controllo delle emissioni di gas ad effetto serra, responsabili dei cambiamenti climatici globali. Circa il 70% delle emissioni climalteranti è legato ai combustibili fossili, per questo prevenire gli effetti più dannosi dei cambiamenti climatici significa in buona parte modificare la strategia energetica del più alto numero di paesi possibile.

Il Protocollo di Kyoto, concordato nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005 come principale strumento attuativo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC, 1992),  prevede in particolare  il controllo di sei gas climalteranti: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), ossido di azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFC), perfluorocarburi (PFC), esafluoruro di zolfo (SF6). Il protocollo è ora in fase di revisione in seguito alla Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP21), che si è tenuta a Parigi agli inizi di dicembre 2015.

Gli interventi a livello europeo

Il principale strumento adottato dall’Unione europea, in attuazione del Protocollo di Kyoto, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori ad alto consumo di energia è il Sistema europeo di scambio di quote di emissione (European Union Emissions Trading Scheme - EU ETS).

Si tratta di un meccanismo "cap&trade" che un tetto massimo ("cap") al livello totale delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati dal sistema, ma consente ai partecipanti di acquistare e vendere sul mercato ("trade") diritti di emissione di CO2 ("quote") secondo le loro necessità, all'interno del limite stabilito.

In particolare la Direttiva Emission Trading (ETS) regola in forma armonizzata tra tutti gli Stati membri le emissioni nei settori energivori (attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, cemento, ceramica e laterizi, vetro, carta; operatori aerei; impianti di produzione di alluminio, calce viva, acido nitrico, acido adipico, idrogeno, carbonato e bicarbonato di sodio), stabilendo un obiettivo di riduzione complessivo per tutti gli impianti vincolati dalla normativadel -21% al 2020 sui livelli del 2005.

I nuovi obiettivi clima energia al 2030, approvati dal Consiglio europeo del 23-24 ottobre 2014, prevedono inoltre una riduzione del 40% emissioni di gas a effetto serra, con obiettivi vincolanti per gli Stati membri anche per i settori non energivori

 
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