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I millesimi energetici: consumo volontario e involontario

I millesimi energetici
 


Il Decreto Legislativo n. 102 del 4 Luglio 2014 all’art. 9, comma 5, lettera D, prevede che l’unico metodo di riparto ammissibile per la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese connesse al consumo di calore per il riscaldamento, debba avvenire in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla UNI 10200 e successivi aggiornamenti.

La norma stabilisce i principi per l’equa ripartizione delle spese di climatizzazione in edifici di tipo condominiale, provvisti o meno di dispositivi per la contabilizzazione dell’energia termica distinguendo i consumi volontari di ogni singola unità immobiliare da tutti gli altri consumi involontari.

I primi rappresentano il reale consumo pro abitazione per combustibile o teleriscaldamento più energia elettrica; i secondi rappresentano invece le perdite di rete e variano in ragione della tipologia impiantistica e dallo stato delle coibentazioni, devono essere calcolati anch’essi in modo analitico (in mancanza di schemi degli impianti si utilizzano i valori tabellari previsti dalla norma UNI 10200).

La spesa va ripartita nel seguente modo:

  • la spesa totale per il consumo di energia termica utile delle unità immobiliari deve essere ripartita in base ai consumi di energia termica utile delle singole unità immobiliari;
  • la spesa totale per il consumo di energia termica utile dei locali a uso collettivo parti comuni dell’edificio deve essere ripartita in base ai millesimi di proprietà delle singole unità immobiliari;
  • la spesa totale per potenza termica installata deve essere ripartita in base ai “millesimi di fabbisogno” di energia termica utile delle singole unità immobiliari. Vanno calcolate da un professionista termotecnico, ovvero un progettista abilitato.

La norma UNI  10200/2013 è stata resa cogente dal Decreto Legislativo 102/14 (in Gazzetta Ufficiale il 19 luglio 2014), pertanto la sua applicazione non è più a carattere volontario bensì obbligatorio. Qualsiasi altro meccanismo di riparto non è consentito né l’Assemblea di Condominio può approvare un meccanismo di ripartizione delle spese diverso dalla UNI 10200.

 
 
 
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